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"Rose" olio su tela 40x60

Siamo lontano da ogni tentazione verso l'astrattismo, il che non Ŕ facile in quanto molto spesso si tratta di un comodo ripiego per l'aspirante artista,     o a volte anche un mezzo per alleviare la cocente delusione di non essere riuscito ad elaborare un linguaggio soddisfacente sia per l'autore stesso che per il fruitore dell'opera d'arte.

 

Perci˛ Quaroni rifiuta ogni tentazione di eliminare o anche solo sintetizzare o geometrizzare la raffigurazione.

 

Le sue nature morte parlano " da sole " non Ŕ il "memento mori" di quel naturalismo secentesco che tenta a fatica di allontanarsi da Caravaggio,      al contrario Quaroni propone quasi un dialogo tra gli oggetti,( viene in mente Proferio Grossi ma in lui l'oggetto diventa rappresentazione realistica che  pu˛ sfociare nel dato metafisicizzante) mentre in Quaroni gli elementi vivono di vita propia e qui, si aggiunge anche, sovrapponendosi la delicatezza del colore.

 

I toni bianchi e blu squillanti di certe tovaglie , paiono rivervberare la cultura popolare  greca o anche la cultura degli abitanti di certe regioni del Nord America; ma solo quel tanto che basta ad esaltare il dato luminoso evitando ogni preziositÓ fine a se stessa.

 

Forse siamo in presenza di un alchimia senza tempo dato che i " temi qui raffigurati" non traducono alcun particolare "momento storico" ma Quaroni non resta incatenato solo alla natura morta, sfogliando l'album dei disegni ci incantano " i ritratti".

 

Qui i volti dei bambini brillano di gioiosa spontaneitÓ infantile, mentre quelli degli anziani, nella loro acuta introspezione psicologica, manifestano quel carattere forte, specchio di una saggezza, non intaccata dalle rughe, segno del trascorrere degli anni.

                                                                                                            Claudio Volontieri